Prof. Avv. Marcello M. fracanzani

Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico
nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Udine

Fracanzani
Prof. Avv. Marcello M. fracanzani

MARCELLO MARIA FRACANZANI (*1966)

Ordinario di istituzioni di diritto pubblico, titolare della cattedra di diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Udine,
laureato cum laude nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova, avvocato cassazionista, titolare di studio legale, membro dell'Associazione Veneta Avvocati Amministrativisti dal 1994, per cooptazione del suo presidente, Feliciano Benvenuti. Dottore di ricerca, borsista, assegnista di ricerca tra il 1990 ed il 1996 e, successivamente, ricercatore di ruolo di Teoria Generale del Diritto e Dottrina dello Stato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova, poi professore associato della stessa materia, indi professore di I fascia di istituzioni di diritto pubblico (S.S.D. jus 09) dal 24 settembre 2004. Ha partecipato a ricerche finanziate dalla Regione Veneto (il socialmente pericoloso: tra giurisdizione ed amministrazione) ed è stato chiamato a tenere seminari in alcuni atenei italiani e stranieri (Cambridge, Nantes, Buenos Aires).

Ha tenuto lezione all'Accademia Militare di Modena (corso in giurisprudenza 181° e 183° all. ufficiali carabinieri) ed è invitato quale relatore in vari centri studi amministrativi, con particolare riguardo alle problematiche degli Enti Locali, così come tiene regolarmente seminari di aggiornamento per dirigenti e segretari comunali, organizzati dalla SSPAL - Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale, emanazione del Ministero dell'Interno.
Per questo è stato nominato commissario d'esame nel concorso nazionale per l'idoneità a Segretario Generale (comuni da 10.000 a 65.000 abitanti), tenutosi a Roma nel dicembre 1999.

È responsabile scientifico di un corso di perfezionamento post lauream sull’ordinamento finanziario e contabile degli Enti Locali di 130 ore per revisori contabili, commercialisti, dirigenti di pubbliche amministrazioni e ditte private, giunto alla V edizione (http://www.lum.it/master.htm).

Altresì, nel 2010 ha curato un percorso di dodici convegni finanziato dalla Regione FVG sui principali argomenti di diritto amministrativo: “Il diritto amministrativo che cambia. Per fare il punto su: …”, con la partecipazione per ciascuno di studiosi italiani e stranieri, consiglieri di Stato, magistrati ordinari, contabili e funzionari (http://www.regione.fvg.it). Il gradimento dell’iniziativa ne ha richiesto una seconda edizione per il 2011, incentrata sul nuovo processo amministrativo, con particolare riguardo al riparto di giurisdizione ed alla risarcibilità per lesione di interessi legittimi. È componente dell’AIPDA – Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo.

Dal 2007 è stato chiamato a dirigere lo Institut d’Ètudes Europèennes “Antonio Rosmini” di Bolzano, centro studi di rilevanza internazionale sulle fonti e sull’integrazione europea, attivo da oltre cinquant’anni (http://www.rosmini.bz.it) organizzando tre convegni internazionali sui tre poteri tradizionali dello Stato, rivisitati in ragione dell’integrazione europea: nel 2007 il potere legislativo, alla luce dell’imminente entrata in vigore del Trattato di Lisbona: Europa: Costituzione o Trattato per suo fondamento? Nel 2008 il potere esecutivo: L’amministrazione nell’Europa: tra potere e responsabilità. Nel 2009 il potere giudiziario: Quante giurisdizioni, quale Giustizia nell’Europa?
Vi hanno partecipato studiosi di sei nazioni, in rappresentanza di otto università e diverse istituzioni. Tra i relatori si sono alternati due giudici costituzionali in carica, uno spagnolo, l’altro bavarese; il vicepresidente emerito della Corte costituzionale italiana, presidenti di organi giurisdizionali italiani e stranieri ed anche uno dei sette redattori della vigente costituzione del Regno di Spagna. Un’altra trilogia è prevista per gli anni 2011, 2012 e 2013, dedicata ad altri profili giuridico-istituzionali in rapporto all’integrazione europea.

Come avvocato ha contribuito al mutamento di indirizzo della Cassazione sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in tema di concorsi interni. Ha investito la Suprema Corte circa i limiti giurisdizionali del Tribunale superiore delle Acque pubbliche su più profili ed in particolare in tema di concessione di grandi derivazioni idroelettriche. Particolare impegno ha profuso nel circoscrivere la giurisdizione della Corte dei conti, con specifico riguardo all’evoluzione del c.d. “danno d’immagine”, alla responsabilità verso soggetti esterni alla pubblica amministrazione come verso società strumentali degli enti pubblici; ai criteri di commisurazione del danno erariale omissivo e commissivo, all’istruttoria nel processo amministrativo e contabile, provocando anche su questi punti l’intervento delle Sezioni unite della Corte di Cassazione. Diverse le eccezioni di costituzionalità proposte in tutti questi ambiti.

Gli interessi scientifici coltivati possono aggregarsi in tre filoni principali:
a) le situazioni giuridiche soggettive ed i loro strumenti di tutela giurisdizionale: rientrano in questo filone gli studi sulle origini dell’interesse legittimo, sulla sua struttura e sulla sua tutela avanti il giudice amministrativo e al giudice ordinario; il problema del riparto di giurisdizione; gli effetti civili del giudicato amministrativo ed i profili conformativi verso la P.A. del giudicato civile;
b) le norme tecniche, cioè l’esistenza, l’identificazione ed il trattamento delle disposizioni proprie di una scienza o di una disciplina operativa, recepite dall’ordinamento giuridico (norme tecniche d’attuazione dei PRG, norme sulle costruzioni in edilizia, norme sulla tutela dei beni culturali o sul trattamento dei rifiuti) o a cui esso fa rinvio, con particolare riguardo all’ingresso in concreto del diritto comunitario in quello nazionale: rientrano in questo filone gli studi sul concetto di rifiuto, di materia prima secondaria, di ambiente, di vincolo conformativo della proprietà privata, sia sotto il profilo dell’inedificabilità, sia sotto il profilo dell’indisponibilità (parziale) del bene;
c) i limiti dell’analogia e dell’interpretazione estensiva (art. 12 e 14 disp. prel.): rientrano in questo filone gli studi sull’uso dei canoni ermeneutici e sui diversi risultati operativi cui si perviene mutando il criterio interpretativo della medesima norma; gli studi sulle diverse tradizioni/traduzioni negli altri Paesi dell’Unione europea; gli studi sull’individuazione di un criterio uniforme di interpretazione teleologica adeguata, fondato non su uno ma su due (“scopo” e “ragion d’essere”) elementi costitutivi della norma e operativamente spendibile nel processo, in particolare in quello amministrativo. In questo senso, dall’edizione 2009, i lavori vengono menzionati, assieme a quelli di Bobbio e Mengoni nel commentario Cian – Trabucchi, sub art. 12 disp. prel. Alle tesi sulla struttura binaria della norma e sul conseguente criterio distintivo fra analogia ed interpretazione estensiva hanno fatto riferimento significative sentenze del Consiglio di Stato e della Suprema Corte di Cassazione.

Attualmente sta studiando il problema dei servizi pubblici, tra partecipazione della mano pubblica e forme societarie privatistiche. Su questo argomento ` stato invitato a tenere una relazione al convegno internazionale Economics for the Future, promosso dall’Universitè di Cambridge per festeggiare i 100 anni della facoltà economica di quell’Ateneo nel settembre 2003, (http://www.econ.cam.ac.uk/cjeconf/programme.htm.)

Tra le più significative partecipazioni a convegni, oltre alla già citata relazione del settembre 2003 su invito dell’università di Cambridge, si segnala nel maggio 2004 una relazione in un convegno sulla giustizia amministrativa presso il Consiglio di Stato, su invito del Presidente del Consiglio di Stato; due relazioni nel luglio 2005 e 2006 al convegno nazionale di urbanistica in Cortina d’Ampezzo, rispettivamente in tema di credito edilizio e sulla nuova disciplina di tutela dell’ambiente (D.lgs. n. 152/06). Nel dicembre 2006, una relazione sul nuovo codice dei lavori pubblici (D.lgs. n. 163/06) nel convegno di commiato al Presidente del Consiglio di Stato, Alberto de Roberto, insieme ai presidenti di sezione del massimo giudice amministrativo.

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